Peter Kreeft e Ronald K. Tacelli
L’argomento dal cambiamento
Traduzione e adattamento in italiano a cura di Tommaso Maria Minardi, su autorizzazione di Peter Kreeft. Testo tratto da Handbook of Christian Apologetics.
Il mondo materiale che conosciamo è un mondo in continuo mutamento. Questa giovane donna è arrivata a misurare un metro e cinquantasette, ma non ha sempre avuto questa altezza. La grande quercia che abbiamo davanti è cresciuta dalla più piccola delle ghiande. Ora, quando qualcosa giunge a trovarsi in un determinato stato, per esempio alla piena maturità, quello stato non può prodursi da sé: finché non viene in essere, non esiste; e ciò che ancora non esiste non può causare alcunché.
Quanto alla cosa che muta, essa può diventare ciò che sarà, ma non lo è ancora. Esiste attualmente in un certo stato — la ghianda — e in seguito esisterà effettivamente in un altro — la grande quercia. Ora, però, non si trova ancora in quest’ultimo stato: ne possiede soltanto la potenzialità.
Sorge allora una domanda: per spiegare il mutamento possiamo considerare soltanto la cosa che cambia, oppure devono intervenire anche altre realtà? Evidentemente devono intervenire altre realtà. Nulla può dare a se stesso ciò che non possiede, e la cosa che muta non può già avere adesso ciò che acquisirà in seguito. Il risultato del cambiamento non può esistere in atto prima del cambiamento stesso. La cosa parte soltanto dalla potenza di mutare; perché questa potenza diventi atto, deve subire l’azione di qualcosa di esterno. Altrimenti non può cambiare.
Nulla muta se stesso. Le realtà che sembrano muoversi da sole, come i corpi animali, sono mosse dal desiderio o dalla volontà, cioè da qualcosa che non si riduce alle sole molecole. Quando l’animale o l’essere umano muore, le molecole rimangono, ma il corpo non si muove più, perché non è più presente il desiderio o la volontà che lo muoveva.
Un’altra domanda: anche le realtà esterne alla cosa che cambia sono soggette al mutamento? Anche ciò che le muove è a sua volta mosso? Se è così, ciascuna di esse ha bisogno, proprio ora, dell’azione di qualcos’altro; altrimenti non può cambiare. Per quanti elementi possa comprendere la serie, ognuno necessita di qualcosa di esterno che ne attualizzi la potenzialità di mutare.
L’universo è l’insieme di tutte queste realtà in movimento, qualunque sia il loro numero. L’intero universo è coinvolto nel mutamento. Ma abbiamo visto che il cambiamento di qualsiasi essere richiede una forza esterna che lo renda attuale. Esiste dunque una forza al di là dell’universo, un essere reale che lo trascende. È una delle realtà che intendiamo con la parola «Dio».
In breve: se non esistesse nulla oltre l’universo materiale, nulla potrebbe causarne il mutamento. Eppure l’universo muta. Deve quindi esistere qualcosa oltre l’universo materiale. Ma l’universo comprende la totalità della materia, dello spazio e del tempo, tre realtà che dipendono reciprocamente l’una dall’altra. L’essere che trascende l’universo è dunque al di là della materia, dello spazio e del tempo. Non è soggetto al mutamento: è la Fonte immutabile di ogni cambiamento.
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